Sa Die in tundu a Cork

L’adesione che arriva dai sardi della contea di Cork

Le adesioni a #sadieintundu crescono e arrivano anche da molto lontano. Inauguriamo una rubrica che ci permetterà di conoscere le realtà e le persone che rendono possibile la celebrazione collettiva della giornata nazionale del nostro popolo. Iniziamo dall’Irlanda del Sud, più precisamente da Cork, da dove è arrivata l’adesione di Istèvene Testa. Lo abbiamo contattato per approfondire il contatto e capire le ragioni personali e professionali che lo hanno spinto così lontano dalla Sardegna e le motivazioni che hanno ispirato la sua decisione di organizzare un cerchio umano in occasione del 28 aprile.

Disponibilissimo, ci ha raccontato l’aspetto professionale del suo disterru: “Seo in Irlanda pretzisamente in Cork dae ses annos e seo bènnidu innoe asuba de totu pro s’amore de s’Irlanda e pro quistiones de traballu. Deo comente sardos meda seo innoe pro traballare pro multinatzionales comente Apple e Google. Deo seo unu bendidore pro una multinatzionale de su turismu”.

Per poi passare agli aspetti culturali e personali che ci fanno apprezzare il suo profondo legame con la madrepatria sarda e la sua cultura nazionale: “Bos torro gràtzias pro s’organitzazione de Sa Die in tundu, creo qui est una cosa galana meda e no apo tentu duda peruna a proare de ordinzare unu tundu in Cork. Seo unu amantiosu de sa Lìngua Sarda e bògiu qui si potzas impreare cun unu standard e fatzu de totu pro dda sarvare. Innoe apo agatadu s’amore pro una pitzoca ispanniola qui at imparadu sa Lìngua nostra e si tzèrriat Lorena”. E un’ultima raccomandazione: “M’at a agradare de biere s’intrevista mia publicada in Sardu”. Detto-fatto!

Istèvene segnala che il cerchio umano verrà realizzato nella via principale di Cork, la Grand Parade, nei pressi del monumento nazionale dell’indipendenza dell’Irlanda che commemora le ribellioni del 1798, 1803, 1848 e 1867. Il monumento è stato inaugurato nel giorno di San Patrizio del 1906 con una celebrazione molto importante a cui parteciparono politici, militanti, imprenditori, religiosi e rappresentanti istituzionali locali e nazionali. Negli interventi ufficiali si disse che “il monumento commemora la lunga fila di patrioti irlandesi, dal primo all’ultimo, dai tempi di Brian Boru a quelli di John Mitchell, fino ai nostri giorni”. Furono ricordati “gli uomini del ’98, del ’48, del ’67, tutti figli patrioti d’Irlanda, e tutti coloro che hanno sofferto, sono morti per lei, e per coloro che sono appassiti per lei nel buio di una prigione. O che si tinsero di rosso sul patibolo o che preferirono la povertà o l’esilio rispetto ai premi scintillanti che venivano offerti ai traditori”.

Cork, in Gaelico irlandese Corcaigh, seconda città per popolazione nella Repubblica d’Irlanda dopo Dublino, capitale europea della cultura nel 2005, è una città che ha avuto un ruolo importante nella storia moderna dell’Irlanda ed ha rappresentato una roccaforte dell’IRA durante la Guerra di indipendenza. Senza dimenticare che fu proprio a Cork il nucleo di quegli irlandesi che si opponevano al Trattato tra Inghilterra e Irlanda nella guerra civile del 1922. Originario di questa contea fu il generale Michael Collins. (fp)

 

 

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